23 giugno 2006 - Mestre, Centro Culturale Candiani
L’Urban Centre /Candiani 5 di Venezia, in occasione del suo primo anno di attività, ha organizzato – insieme all’InArch Veneto – un seminario di studi sul tema degli “urban center” nel quale, mettendo a confronto diverse esperienze italiane e alcune significative esperienze straniere, sono stati discussi obiettivi, attività, forme di gestione e di comunicazione, ruoli assunti da queste strutture nei contesti di appartenenza, difficoltà comuni, orientamenti e programmi di sviluppo, collaborazioni possibili tra di esse.
L’iniziativa ha interessato non solo gli operatori impegnati nella gestione degli urban center ma anche rappresentanti degli enti locali, attori economici, associazioni a vario titolo coinvolte nei processi di trasformazione urbana, esperti di comunicazione, professionisti e studiosi che hanno dato il loro contributo agli argomenti della discussione.
La giornata di studi è stata organizzata in due sessioni.
La prima ha proposto lo svolgimento di tre focus group paralleli dedicati ai seguenti temi:
- “Strutture e modelli gestionali degli urban center”;
- “Comunicazione, tecniche e strumenti per la comunicazione delle trasformazioni urbane e dei temi legati alla città”;
- “Partecipazione, dall’informazione all’ascolto. Il ruolo degli urban center nei processi di partecipazione alla pianificazione urbanistica e progettazione urbana”.
Gli esiti dei focus group sono stati illustrati al termine dai rispettivi coordinatori e discussi da tutti i partecipanti.
La seconda sessione è stata dedicata all’approfondimento di alcune esperienze significative: quella della Chicago Architecture Foundation (Lynn Osmond), del Pavillon de l’Arsenal di Parigi (Dominique Alba), dell’Urban Center metropolitano di Torino (Elena Carmagnani), della Casa della Città di Napoli (Francesco Ceci) e dell’eBo - Esposizione di Bologna (Maria Cecilia Bizzarri).
Da questo incontro, al quale ha partecipato anche la Casa del Municipio - Urban Center Roma XI, sono emerse non solo una varietà di esperienze, declinazioni diverse del concetto di “urban center”, ma anche molti problemi comuni, interrogativi ricorrenti e l’impegno di tutti a costruire una rete degli urban center, capace di attivare forme di collaborazione e di trovare nuove occasioni di confronto.